INUTILI POSTULATI

Un caro amico, al passaggio, mi scrive in una lettera che i miei articoli sono logici, concatenati e pieni di dimostrazioni, come la geometria euclidea. Ma come questa geometria partono da postulati che non è detto corrispondano alla realtà. E lui, di questi miei postulati, nel corso del tempo, potrebbe averne identificati una decina. Lode incontestabilmente di alto livello, di cui lo ringrazio, ma anche critica razionale e demolitrice, perché una dimostrazione non vale più del suo postulato. Insomma, io non ho mai dimostrato niente.
Tuttavia spero di non deludere le speranze di qualcuno, se dichiaro che cadrò in piedi. Come i gatti. E non perché io abbia mai dimostrato qualcosa, o abbia creduto di farlo: semplicemente perché il problema l’ho superato sin da ragazzo, con una botta di “pensiero laterale”, fino ad archiviarlo.
In occasione della redazione della mia tesi di laurea, uno dei testi consultati con più passione s’intitolava “La logica del giudice e il suo controllo in Cassazione”, a firma del grande Guido Calogero. Quel giurista si occupava di questa “logica” per motivi professionali, perché la sua mancanza costituisce motivo di annullamento della sentenza. Ma, appunto, si chiedeva, che cosa è logico, che cosa è illogico? Tutto dipende dalle premesse,
Ovviamente partiva da Aristotele e dal suo famoso sillogismo, e ne dimostrava i limiti. Per me, come detto, pioveva sul bagnato. Ricordo che già prima avevo scritto questo sillogismo: il tavolo ha quattro piedi; chi ha quattro piedi è un quadrupede; dunque il tavolo è un quadrupede” aggiungendo che, volendo smentire questa assurdità, bisognava ricorrere all’evidenza. E allora, se l’ultimo criterio di verità era l’evidenza, a che scopo perdere tempo con la logica formale?
Il mio sillogismo poteva essere tecnicamente sbilenco, ma il principio rimaneva vero. Anche a prendere il sillogismo più famoso, quello di Aristotele stesso, secondo cui: “Tutti gli uomini sono mortali; Socrate è un uomo; dunque Socrate è mortale”, non è difficile obiettare che esso dice la verità soltanto se si accetta che tutti gli uomini sono mortali. David Hume. duemila anni dopo, avrebbe potuto obiettare: “É vero, ci risulta che tutti gli uomini che oggi potrebbero avere duecento anni sono morti, ma ciò non ci dice nulla rispetto al futuro. La costanza del fenomeno non dimostra la sua necessità”.
Comunque, concludevo allora e concludo ora, logico e illogico significano poco. Certo non costringono il prossimo a chinare la testa. I metri di validità da usare, pragmaticamente, sono altri: convincente e non convincente. Se riusciamo a far apparire ovvio agli altri ciò che appare ovvio a noi, il nostro ragionamento è logico e abbiamo vinto, diversamente abbiamo perso. E a nulla serve che un giorno si scopra che la verità era ciò che appariva illogico. Basti pensare alle difficoltà che ha avuto il sistema eliocentrico ad affermarsi. Dunque io lancio le mie idee come un padre che dice ai suoi figli: “Io ti ho allevato, ora vai nel mondo e datti da fare”. Se vincono, bene, se perdono poco male. Le idee non soffrono.
Ma lo stesso m’è rimasto il problema: veramente ho soltanto una decina di postulati? E quali sono? Così mi sono messo a giocare e, dopo avere scritto alcune righe, mi sono accorto che il mio postulato era solo uno, il primo, e tutti gli altri (cinque? dieci? cento?) ne discendono. Eccolo: la realtà ha sempre ragione. Negarla o condannarla non serve a niente, finirebbe sempre col vincere lei. E soprattutto ricordare che la verità non è una showgirl, non ha il dovere di essere bella.
Per chi ha tempo da perdere, metto in nota quello che avevo cominciato a scrivererispetto agli altri postulati, prima di stancarmi.
Gianni Pardo, giannipardo1@gmail.com
15 agosto 2019

I La realtà ha sempre ragione. II Non esiste Dio, non esiste il destino, non esiste neppure il caso (esso è costituito soltanto dalla nostra impossibilità di conoscere tutte le cause), come è evidente l’unica forza che domina la realtà, senza contraddittorio, è la legge di causalità; III Nella sostanza la natura umana è immodificabile e chi fonda un progetto sulla modifica della natura umana è destinato a fallire. La generosità esiste, ma percentualmente l’egoismo fornisce indicazioni migliori, sul comportamento del prossimo. IV L’idealismo, mirando molto in alto, produce danni maggiori del semplice, benevolo buon senso. V Nel dubbio dare ragione a Ernest Renan che ha scritto: “Ho conosciuto molti furfanti che non erano moralisti, ma non ho conosciuto moralisti che non fossero dei furfanti”. VI Aspettarsi che il prossimo sia generoso con noi è prova di egoismo. Se fossimo generosi, ci chiederemmo che cosa possiamo fare noi per il prossimo, non il prossimo per noi. VII Chi comanda ha sempre ragione, per il semplice fatto che stabilisce lui che cos’è la ragione e che cos’è il torto. Quando il re comandava, e non diceva parolacce, era vietato dire parolacce. Oggi in Italia comanda la plebe, dunque bisogna togliersi la cravatta e dire “cazzo” ad ogni piè sospinto. VIII In politica, nazionale e internazionale, in materia di morale abbiamo qualcosa da imparare dai coccodrilli. IX Chi mette il denaro al di sopra dell’amore, della saggezza, dell’amicizia, non ha capito niente della vita.
Gianni Pardo,

INUTILI POSTULATIultima modifica: 2019-08-16T11:14:48+02:00da gianni.pardo
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